Sai, quasi me la immagino, la nostra Susanna Camusso, che parla al microfono e guarda la platea del gruppo dirigente della CGIL. Lei, Segretaria Generale del più grande sindacato italiano, che chiede un mandato per tornare nel tempio a chiedere scusa ai mercanti. Che te ne pare, Laika? La vedi anche tu?

Il direttivo non era ancora finito che loro, i mercanti, avevano già diffuso un comunicato nel quale rivelavano: «La Fiat auspica che le trattative in corso tra Confindustria e sindacati possano portare ad un accordo che, garantendo un sistema di relazioni industriali più coerente con le esigenze della competizione mondiale, assicuri la piena operatività delle intese già raggiunte per gli stabilimenti di Pomigliano d’Arco, Mirafiori e Grugliasco». Manco i rapimenti si rivendicano così in fretta… perché non ce la vedo solo io l’impronta digitale di Marchionne, vero? Non ci vuole Gil Grissom di CSI per notarla. La buona Camusso ha chiesto un mandato “al buio” per andare a firmare un accordo – anzi un “avviso” – i cui contenuti sono rimasti ampiamente secretati. Tu ti ricordi cose del genere in CGIL?

Nei corsi di formazione mi hanno insegnato a valutare lo stato di salute di una organizzazione; mi hanno spiegato che, quando uno si vende i gioielli di famiglia, significa che è alla frutta. E quando un sindacato si vende i diritti di base per un po’ di occupazione precaria in più e un po’ di potere per le sue burocrazie, tu come la chiami questa operazione?

Io però ci aggiungerei una questione: i diritti che ora Susanna vuole vendere ai mercanti (per un piatto di lenticchie, aggiungerei) non sono nelle disponibilità del sindacato. Se li sono conquistati i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese, fino a prova contraria.

Sai che ti dico, piccola Laika? Se vuole, ci vada lei dai mercanti, io non chiedo scusa a nessuno se difendo gli interessi miei e della mia gente. Proprio non ci sto! E se qualcuno vuole andare a braccetto con CISL e UIL alla corte di Marchionne e della Marcegaglia, di certo non lo farà nel mio nome. Lo Stato Maggiore della CGIL dovrà prepararsi ad una battaglia interna senza precedenti, te lo posso garantire: la lotta sta nel nostro dna da oltre un secolo; la burokrazia al potere, invece, si muove col ventre molle di chi non è più avvezzo al conflitto. Noi siamo pronti. E loro?

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